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È tra gli argomenti più dibattuti del momento: la tossina botulinica utilizzata come “anti-rughe” in medicina estetica. Se la schiera dei suoi fan è davvero infinita, non mancano i detrattori, spesso “sedotti” da notizie parziali o manipolate. Prima di trarre conclusioni, però, è opportuno fare chiarezza. Un farmaco efficace e sicuro Il nome – tossina - è inquietante. Non a caso, perché si tratta di un veleno, che può svilupparsi, tra l’altro, in cibi in scatola preparati e/o conservati con procedure non corrette e, se assunto in dosi massiccie, portare alla paralisi dei muscoli e di organi importanti.
Al contrario, in minuscole quantità, adeguatamente controllate, provoca effetti positivi e prevedibili. In medicina, innanzitutto: la tossina botulinica di tipo A - proteina prodotta al atterio Clostridium Botulinum capace di vivere in assenza di ossigeno - è un farmaco impiegato soprattutto in campo neurologico, oftalmologico e come miorilassante, da oltre vent’anni con brillanti risultati e con un tasso di complicanze tanto ridotte da far “arrossire” la maggioranza dei medicinali esistenti. Tre le principali aree di applicazione: distonie, ovvero contrazioni involontarie dei muscoli di alcune parti dei corpo, come blefarospasmo, crampo dello scrivano, torcicollo spasmodico e vaginismo, spasticità e tremori. Anche lo strabismo causato da paresi o da disfunzione dei muscoli oculomotori, migliora con il botulino. Un più recente utilizzo della tossina riguarda la terapia antalgica, della cefalea tensiva, in particolare. Bloccando la connessione nervosa, infatti, la tossina rilassa i muscoli trigger, “detonatori” del dolore. Infine, è efficace contro l’emicrania, anche se, in questo caso, il meccanismo d’azione è ancora allo studio. Senza dimenticare gli ottimi riscontri nella cura dell’iperidrosi o sudorazione eccessiva che può colpire ascelle e palmi delle mani. Con il botulino si blocca lo stimolo nervoso che provoca la produzione di sudore.
Dosaggi minimi Più recente, ma non per questo meno collaudato, il ricorso al botulino in medicina estetica, per distendere le rughe. Le quantità richieste sono 10 volte inferiori a quelle utilizzate per scopi terapeutici, ma possono subire variazioni anche notevoli rispetto alla zona da trattare, alla tonicità muscolare e al sesso del paziente. Gli uomini, per esempio, hanno bisogno di quantitativi superiori rispetto alle donne. Le fiale in commercio sono di solito sufficienti per un singolo trattamento con la tossina, ma se ne può impiegare anche meno se si trattano piccole aree. Iniettato nel muscolo, agisce a livello delle terminazioni nervose periferiche, inibendo il rilascio di acetilcolina e interrompendo la connessione nervosa tra nervi e tessuti muscolari volontari, che allentano la contrazione. Prima di procedere con le microiniezioni, lo specialista chiede alla paziente di contrarre i muscoli facciali: corrugare la fronte, aggrottare le sopracciglia o arricciare il naso. Obiettivo: individuare i muscoli responsabili della formazione delle rughe, destinate a scomparire, insieme alle piccole “increspature” che danno la visione dell’età. E la pelle appare lucente, tonica e compatta.
Niente più rughe in pochi minuti La seduta dura, in genere, circa 20 minuti e non serve anestesia. Unica accortezza: non assumere aspirina o simili nelle due settimane prima del trattamento, nè antibiotici aminoglicosidici (per esempio, streptomicina, gentamicina..). I risultati migliori? Si ottengono a livello del distretto superiore del viso, sulle rughe orizzontali della fronte, su quelle verticali tra le sopracciglia e sulle perioculari nella zona delle “zampe di gallina”. Al contrario, la tossina non andrebbe mai iniettata sulle palpebre, con molta cautela sulla palpebra inferiore e nei muscoli delle labbra. Subito dopo la seduta la cliente può truccarsi e tornare alle normali attività. Raramente si forma una piccola ecchimosi, un leggero gonfiore e rossore, che persiste un paio d’ore. Il miglioramento è visibile dopo 4-6 giorni dalla seduta e dura mediamente 5 mesi. Poi il trattamento va ripetuto, prima che il muscolo riprenda la sua contrattilità. Meglio non superare le tre volte l’anno.
Rischi quasi nulli E veniamo al punto dolente: il botulino può davvero provocare, come molti sostengono, gravi effetti collaterali? No: se viene usato nelle dosi previste dai protocolli delle Società di Medicina e Chirurgia Estetica, il rischio di reazioni avverse è quasi nullo. Occorre naturalmente che il Medico sia esperto, ovvero abbia seguito dei corsi e che la paziente osservi delle norme elementari come il non strofinarsi o massagiarsi per alcune ore, per evitare che microgocce di tossina possano andare lì dove non si desidera. Il danno è, comunque, reversibile ed eventuali alterazioni tendono a scomparire nel tempo di metabolizzazione del farmaco. Sono, invece, a rischio di shock anafilattico i soggetti allergici alle proteine dell'uovo che, dunque, prima di sottoporsi al trattamento, dovrebbero effettuare i test per verificare la propria reazione all’albumina contenuta nella tossina. Il botulino è sconsigliato alle donne in gravidanza e allattamento e a chi soffre di malattie neuromuscolari. Box – Solo tre su sette Esistono 7 tipi di neurotossina botulinica (A, B, C1, D, E, F, G), ma quelle usate per scopi terapeutici o estetici sono 3: A, B e C. La A si presenta liofilizzata in flaconcini da diluire in una soluzione ad hoc. Iniettata nei muscoli favorisce il blocco della produzione di acetilcolina, sostanza che trasmette l’impulso nervoso ai muscoli, provocando, quindi, una riduzione dell’attività contrattile, a tutto vantaggio delle rughe d’espressione. Pur avendo un meccanismo d’azione simile a quello della A, la tossina B è meno usata perché poco precisa nel centrare il bersaglio. Vantaggi: meglio tollerata e molto pratica, perché commercializzata in flaconcini già pronti per l’uso, dà risultati positivi nei pazienti resistenti alla A. Infine, la C, che in Italia, non ha ancora autorizzazioni ministeriali. Agisce sempre come inibitore dell’acetilcolina, ma gli effetti forse durano più a lungo rispetto a quelli della A e della B.
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